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	<title>Mary Arduino Psicologa Roma</title>
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	<description>Psicologa e Training Autogeno</description>
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	<title>Mary Arduino Psicologa Roma</title>
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		<title>Dixit: usare le carte in terapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 13:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corpo e Mente]]></category>
		<category><![CDATA[carte dixit]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[immaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://maryarduino.it/dixit-usare-le-carte-in-terapia/">Dixit: usare le carte in terapia</a> proviene da <a href="https://maryarduino.it">Mary Arduino Psicologa Roma</a>.</p>
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			<p><strong>COSA SONO LE CARTE DIXIT </strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Mary Arduino</em></strong></p>
<p>Dixit è un gioco di carte nato in Francia nel 2008 da un’idea dello <strong>psichiatra infantile Jean-Louis Roubira</strong>, specializzato nella relazione madre-bambino.</p>
<p>Roubira aveva l’abitudine di ritagliare immagini da riviste per bambini, in buona parte riconducibili alle opere di Charles Perrault, per poi utilizzarle nei suoi percorsi di psicoterapia. Da qui è nato Dixit come modalità per <strong>favorire la comunicazione e l&#8217;espressione creativa</strong> attraverso il linguaggio figurativo e onirico.</p>
<p>Le carte, infatti, sono illustrate con immagini surreali e astratte, che possono essere raccontate in vari modi. Ogni carta non ha né testo né numeri, ma solo disegni realizzati dall&#8217;artista Marie Cardouat, che stimolano la fantasia e l’introspezione e permettono di eludere il linguaggio “razionale” <strong>entrando nel cuore del sentire.</strong></p>

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<p><strong>*</strong><em>Nelle espansioni di Dixit sono stati coinvolti differenti artisti come Clement Lefevre, Xavier Colette, Franck Dion, Carine Hinder e Jerome Pelissier, Paul Echegoyen, Jean-Louis Roubira e Marina Coudray, Sebastien Telleschi.</em></p>
<h3></h3>
<p><strong>L’UTILIZZO DELLE IMMAGINI IN TERAPIA</strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Linda Tovazzi</em></strong></p>
<p>In terapia, Dixit permette di mettere in scena l’immaginario della persona. Le illustrazioni sono <em>maschere</em> che parlano in sua vece e aprono le porte alle emozioni più profonde. Il linguaggio simbolico oltrepassa i limiti del verbale e le difese. Le immagini diventano anche storie, narrazioni appartenenti al soggetto che, percependole, le fa sue.</p>
<p>Le carte:</p>
<ul>
<li>Forniscono <strong>una visione immediata</strong> di problemi, conflitti, potenzialità e direzioni che è possibile intraprendere nel percorso terapeutico. Le immagini sono metafore che danno maggiori informazioni sulla situazione interiore che la persona sta vivendo e le sfumature con cui cammina nel mondo.</li>
<li>Aiutano a <strong>comunicare pensieri ed emozioni che sono troppo dolorosi o ancora troppo indefiniti </strong>da formulare a parole. Le immagini danno vita a uno <em>spazio narrativo</em> che attraversa le difese e le paure, permettendo alla persona di raccontarsi, ma tenendo allo stesso tempo una distanza di sicurezza.</li>
<li>Stimolano un processo che consente di capire come la persona si approccia nel qui e ora all’esistenza e <strong>quali sono le risorse </strong>che può mettere in gioco.</li>
<li>Favoriscono <strong>narrazioni alternative</strong>, mostrano nuovi punti di vista rispetto ai vissuti personali, individuando aspetti vitali che fino a quel momento sono stati trascurati.</li>
<li>All&#8217;inizio di un percorso, le carte <strong>facilitano la creazione di una relazione</strong> tra paziente e terapeuta, sono in grado di creare legami.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1511 size-medium" src="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-300x300.jpg 300w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-1024x1024.jpg 1024w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-150x150.jpg 150w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-768x767.jpg 768w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1-120x120.jpg 120w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-2-1.jpg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COME SI USANO LE CARTE IN UN SETTING CLINICO?</strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Linda Tovazzi</em></strong></p>
<p>Le immagini sono un <em>ponte</em> tra ciò che è esplicito e ciò che non si può dire. Per questo è importante:</p>
<ul>
<li>Accogliere qualsiasi racconto con delicatezza, <strong>senza interpretare e</strong> <strong>senza fare domande indagatorie</strong>, ma lasciando che la persona si racconti stando nel qui e ora.</li>
<li><strong>Coltivare la curiosità </strong>sulla storia che nasce dall’immagine e fare domande, restando nella metafora che viene presentata. Chi è il protagonista? Cosa sta accadendo? Quale è l&#8217;atmosfera che si respira nella carta? Come sono i colori? Quali sensazioni suscita nella persona?</li>
<li><strong>Lasciare che sia la persona a fare i collegamenti </strong><strong>con la propria vita</strong> rispetto a quello che vede nella carta, come un artista che si trova a raccontare la propria opera.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1512 size-medium" src="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-300x300.jpg 300w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-1021x1024.jpg 1021w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-150x150.jpg 150w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-768x771.jpg 768w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2-120x120.jpg 120w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-1-2.jpg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>

		</div>
	</div>
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			<p><strong>TIPOLOGIE DI SETTING</strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Mary Arduino</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Setting Individuale:</strong> si può invitare la persona a scegliere una carta che rappresenti il suo stato d’animo o che descriva la sua situazione attuale, per facilitare <strong>l</strong><strong>’esplorazione emotiva</strong> e stimolarla a <strong>proiettare i suoi vissuti sulle immagini simboliche</strong>, riducendo così l’impatto di eventuali resistenze o meccanismi di difesa.</li>
<li><strong>Setting di coppia:</strong> le carte Dixit facilitano a rilevare corrispondenze e dissonanze tra il proprio modo di percepire l’altro/a e come l’altro/a si rappresenta per <strong>esplorare dinamiche relazionali disfunzionali o conflittuali</strong>. A volte, la percezione che l’altro/a ha di noi è totalmente inaspettata, spesso è una scoperta e un’apertura verso nuove possibilità che <strong>stimolano la comunicazione e l</strong><strong>’espressione di emozioni</strong> che potrebbero risultare difficili da esplorare apertamente. Nello specifico, con la coppia, emergono tre ruoli principali: <strong>io come partner, io come genitore, io come uomo/donna.</strong></li>
<li><strong>Setting di gruppo: </strong>le carte sono utili sia ad <strong>abbattere le barriere dell</strong><strong>’imbarazzo iniziale</strong> in un gruppo che non si conosce, sia per essere un valido <strong>strumento di presentazione di s</strong><strong>é </strong>o di definizione a livello individuale e di gruppo favorendo <strong>l</strong><strong>’interazione tra i partecipanti</strong>. Per esempio, si può chiedere al gruppo di scegliere una carta che rappresenti le loro emozioni nel gruppo. Oppure, per favorire dinamiche di rispecchiamento, ognuno può scegliere una carta che rappresenti la persona del gruppo che sente più simile o vicino a sé. Queste attività aiutano a far <strong>emergere i non detti</strong> di gruppo, inoltre le immagini possono servire come stimolo per <strong>avviare discussioni profonde</strong> e riflessioni su vari argomenti per <strong>comunicare emozioni sfumate e complesse.</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1501" src="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-3-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" srcset="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-3-300x293.jpg 300w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-3-1024x1000.jpg 1024w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-3-768x750.jpg 768w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/carta-3.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LE QUATTRO DIMENSIONI DI ESPLORAZIONE</strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Mary Arduino</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Dimensione Temporale: </strong>utile ad esplorare le <strong>diverse fasi della vita della persona</strong>. Le immagini evocative possono indurre a parlare di ricordi legati al passato, a riflettere su sentimenti presenti o immaginare scenari futuri. Permette di mettere in luce traguardi già conquistati e quelli ancora da raggiungere, i cambiamenti percepiti e le aspettative future.</li>
<li><strong>Dimensione Relazionale:</strong> aiuta a rappresentare le <strong>dinamiche relazionali interne</strong>  <strong>e</strong>  <strong>quelle</strong>  <strong>interpersonali.</strong> Si può ad esempio proporre alla persona di scegliere alcune carte che descrivano le sue relazioni significative, con la madre, il padre, i fratelli e il partner per far emergere gli elementi più rilevanti, soffermandosi sulle modalità, i ruoli, i confini e i contenuti emotivi.</li>
<li><strong>Dimensione delle </strong><strong>“</strong><strong>Parti”:</strong> si sceglie una carta che descriva ognuno dei ruoli che ci si ritrova a coprire nei vari contesti di vita per de-scrivere se stessi/e come amico/a, compagno/a, come figlio/a, professionista ecc.. Questa pluralità espressiva aiuta <strong>a connettersi con le diverse parti del S</strong><strong>é</strong>, spesso inconsce e non pienamente integrate.</li>
<li><strong>Dimensione delle Risorse:</strong> stimola la possibilità di <strong>emersione di risorse interne e potenzialità non ancora esplorate.</strong> Ad esempio, si propone alla persona di scegliere tre carte che esprimano l’esperienza attuale e quella desiderata, e successivamente altre tre carte ‘ponte’ per rappresentare l’azione, la soluzione e il collegamento tra le due esperienze. Questo lavoro permette alla persona di osservare non solo le risorse al momento disponibili ma anche quelle che è necessario sviluppare e rafforzare in un sano processo di crescita.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ESPERIENZA PRATICA</strong></p>
<p><strong><em>Dott.ssa Linda Tovazzi</em></strong></p>
<p class="Corpo" style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="highlighter"><b>Scegli tra queste 3 carte quella che racconta di te in questo momento della tua vita</b>.</span></p>

<a href='https://maryarduino.it/dixit-usare-le-carte-in-terapia/img_4752/'><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-300x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-300x300.jpg 300w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-1024x1022.jpg 1024w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-150x150.jpg 150w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-768x767.jpg 768w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752-120x120.jpg 120w, https://maryarduino.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4752.jpg 1170w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>
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<p class="Corpo">Prenditi del tempo per osservarla e prova a rispondere a queste domande:</p>
<ul>
<li><em><strong>Quale storia sta raccontando questa carta? </strong></em></li>
<li><em><strong>In quale parte dell&#8217;immagine ti vedi? </strong></em></li>
<li><em><strong>Se questa carta dovesse dirti una frase a voce alta cosa ti direbbe?</strong></em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
<p><a href="https://feritecreative.com/">Dr.ssa Linda Tovazzi</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BIBLIOGRAFIA</p>
<p>Corbo A.<em>, P</em><em>sicoludia Vol.1. Dixit, da gioco a medium relazionale, Applicazioni in psicologia. Edizioni Underground?, 2022.</em></p>
<p>Della Cagnoletta M<em>., Arteterapia. La prospettiva psicodinamica, Carrocci, 2010.</em></p>
<p><em>Malchiodi C.A., Handbook of art therapy, Routledge, 2011.</em></p>

		</div>
	</div>
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		<title>L&#8217;immagine corporea: non è solo il riflesso che guardiamo allo specchio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 17:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Trattamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://maryarduino.it/limmagine-corporea-non-e-solo-il-riflesso-che-guardiamo-allo-specchio/">L&#8217;immagine corporea: non è solo il riflesso che guardiamo allo specchio.</a> proviene da <a href="https://maryarduino.it">Mary Arduino Psicologa Roma</a>.</p>
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			<p>L’immagine corporea è il modo in cui il nostro corpo ci appare.</p>
<p>Non rappresenta soltanto un’immagine mentale del nostro aspetto fisico è qualcosa di più complesso che racchiude: <strong>percezioni, pensieri, sentimenti e comportamenti nei confronti del nostro corpo</strong>.</p>
<p>Come ci dice Merleau-Ponty: <strong>il nostro corpo è l’unico mezzo che abbiamo per andare al cuore delle cose.</strong> È quindi una componente molto importante per la formazione della nostra identità e può influire su molti aspetti della vita quotidiana e sul nostro benessere generale.</p>
<p>Ma le parole di Merleau-Ponty vogliono sottolinearci un altro aspetto importante: <strong>l’identità individuale è prima ancora un’identità corporea,</strong> che non solo determina il modo in cui rappresentiamo noi stessi ma influenza anche il modo in cui ci relazioniamo con gli altri.</p>

		</div>
	</div>
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			<p>Quindi, l’acquisizione dell’immagine corporea non è un qualcosa di immediato e lineare, è piuttosto il frutto di un lungo viaggio di costruzione, nel quale <strong>giocano un ruolo determinante sia le componenti organiche che quelle relazionali e sociali.</strong></p>
<p>Vediamo in che modo concorrono a formare l’immagine corporea.</p>
<p>Essa <strong>si forma nei primi anni di vita</strong> sulla base delle esperienze dei corpi altrui, in primis delle figure di riferimento. In questa prospettiva è molto importante non soltanto<strong> come il bambino si sente e si vede</strong>, ma soprattutto <strong>come gli altri lo vedono, lo apprezzano e lo giudicano.</strong> Potremmo quindi affermare che</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="highlighter"><strong>“l’immagine corporea è il frutto di un riflesso di Sé attraverso gli altri”.</strong></span></p>
<p>Sono tre i fattori che concorrono alla formazione e all’eventuale alterazione dell’immagine corporea:</p>
<h4><strong>1 &#8211; FATTORI NEUROBIOLOGICI</strong></h4>
<p>Le principali aree cerebrali collegabili all’immagine corporea sono: l’<strong>emisfero destro</strong> che è determinante per la regolazione emotiva, insieme <strong>all’insula e all’amigdala</strong> che mediano le reazioni di disgusto e di avversione legate alla percezione visiva.</p>
<h4><strong>2 &#8211; FATTORI PSICOLOGICI</strong></h4>
<p>Tra gli aspetti psicologici considerati rilevanti ci sono <strong>lo scarso contatto fisico e l&#8217;assenza di connessione emotiva</strong> nella prima fase di crescita, e <strong>le</strong> <strong>esperienze negative e le umiliazioni</strong> subite per l’aspetto fisico durante l’infanzia e l’adolescenza. Sono tutte esperienze che possono lasciare una traccia emotiva significativa nella costruzione dell&#8217;immagine corporea.</p>
<h4><strong>3 &#8211; FATTORI SOCIO-CULTURALI</strong></h4>
<p>Il Modello Tripartito di Influenza (Thompson et al.) considera<strong> i genitori, i pari e i social,</strong> tre fonti che condizionerebbero lo sviluppo delle alterazioni dell’immagine corporea, <strong>proponendo un ideale di bellezza spesso irrealistico </strong>a cui aspirare.  Un meccanismo che, una volta, interiorizzato genera una forte insoddisfazione verso il proprio corpo provocando una profonda sofferenza emotiva che rappresenta <strong>un</strong> <strong>fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi del comportamento alimentare.</strong></p>
<p>In sintesi, la formazione dell&#8217;immagine corporea è una tappa necessaria per lo sviluppo di ognuno di noi, in quanto &#8220;<strong>la prima consapevolezza di Sè coincide con la consapevolezza dell&#8217;immagine corporea&#8221;.</strong></p>
<p><em>Se il corpo è la casa in cui noi abitiamo, ed è attraverso il corpo che mostriamo chi siamo, di questa casa dobbiamo averne cura e rispetto.</em></p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
<p>Dalla Ragione L., Vanzetta R., <em>Social Fame. Adolescenza, social media e disturbi alimentari</em>. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2023.</p>
<p>Riva E. <em>Fragili Amazzoni. I nuovi disturbi alimentari delle adolescenti</em>. Franco Angeli, Milano, 2022.</p>
<p>Illustrazioni di Ornella Centineo</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://maryarduino.it/limmagine-corporea-non-e-solo-il-riflesso-che-guardiamo-allo-specchio/">L&#8217;immagine corporea: non è solo il riflesso che guardiamo allo specchio.</a> proviene da <a href="https://maryarduino.it">Mary Arduino Psicologa Roma</a>.</p>
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		<title>La formula per trasmettere sicurezza nei figli</title>
		<link>https://maryarduino.it/la-formula-per-trasmettere-sicurezza-nei-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 11:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia e Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sostegnoallagenitorialità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si può trasmettere sicurezza ai figli? Esiste una formula che ogni genitore dovrebbe richiamare alla mente per crescere figli sereni e sicuri. E’ stata ideata da Glen Cooper, Kent Hoffman e Bert Powell ed è frutto di anni di osservazioni cliniche e scientifiche longitudinali che hanno coperto un arco di oltre 50 anni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come si può trasmettere sicurezza ai figli?</strong></p>
<p>Esiste una formula che ogni genitore dovrebbe richiamare alla mente per crescere figli sereni e sicuri.</p>
<p>E’ stata ideata da <strong>Glen Cooper, Kent Hoffman e Bert Powell</strong> ed è frutto di anni di osservazioni cliniche e scientifiche longitudinali che hanno coperto un arco di oltre 50 anni e che si sono basate sulla<em> teoria </em>cosiddetta<em> dell’Attaccamento e dell’Accudimento di John Bowlby</em>, che ha portato alla strutturazione di un programma psicoeducativo a sostegno delle funzioni genitoriali (Circle of Security Parenting©).</p>
<p>Tale teoria insegna come l’<strong>Attaccamento</strong>, costituito dalla ricerca di cura e protezione e l’<strong>Accudimento</strong>, costituito dalla spinta alla cura e protezione, siano modelli comportamentali innati, presenti nel bambino già nei primi istanti di vita e che permangono per tutta la vita.</p>
<p><strong> Quindi, siamo tutti predisposti a sentirci protetti, questo bisogno di relazioni sicure è incorporato nelle nostre relazioni più importanti ed è attivo sempre, in ogni ora e giorno della nostra vita.</strong></p>
<p>E’ importante comprendere che <strong>i bambini hanno bisogno di aiuto e di sentirsi sicuri</strong> sia nell’affrontare il mondo esterno, ma altrettanto importante per la loro crescita, è realizzare che la stessa sicurezza è fondamentale anche per imparare a comprendere e regolare il loro mondo interiore, il loro mondo emotivo.</p>
<p><strong>Cosa recita la formula della sicurezza?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h4 style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="gt3_font-weight highlighter"><strong>Siate sempre più GRANDI, più FORTI, più SAGGI e AFFETTUOSI.</strong></span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="gt3_font-weight highlighter"><strong>Quando possibile, assecondate sempre il bisogno del bambino</strong></span></h4>
<h4 style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="gt3_font-weight highlighter"><strong>Quando necessario, imponetevi.</strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 16px;">In poco meno di 25 parole è racchiuso tutto ciò che è necessario per supportare la sicurezza.</span></p>
<p>Questo perché  i<strong> bambini vogliono sapere di poter contare sui propri genitori,</strong> hanno bisogno di vederli sempre più grandi e più forti perché possano sentirsi al sicuro, sapendo che c’è qualcuno disposto e capace di proteggerli.</p>
<p>Allo stesso modo, <strong>desiderano avere genitori più affettuosi,</strong> perché è dagli adulti di riferimento che ricevono il nutrimento affettivo e il pieno di coccole.</p>
<p>Un altro ingrediente importante della formula è <strong>la saggezza dell’adulto che risiede nel giusto equilibrio tra fermezza e affetto</strong>, è questo bilanciamento che conduce alla sicurezza e alla tenerezza mirata.</p>
<p>Q<strong>uando possibile è importante assecondare i loro bisogni</strong>, questo aiuterà a trasmettere un senso di fiducia, non solo in loro stessi ma anche nell’adulto e nella loro relazione.</p>
<p>Ovviamente non è sempre possibile assecondare i loro bisogni, quindi <strong>quando è necessario, bisogna imporsi</strong>. Sebbene possano protestare, i figli apprezzeranno il senso di sicurezza che gli viene dal sapere che il genitore s’impone e contiene le loro ansie, scelte e paure.</p>
<p><strong>E’ fondamentale non perdere mai il contatto con queste parole, farle vostre vi aiuterà a riflettere su quale parte della formula della sicurezza vi troverete più a vostro agio.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="background-color: #4eaac8; color: #ffffff;" class="highlighter gt3_font-weight">Per crescere un bambino sicuro, non è necessario essere genitori perfetti ma genitori sufficientemente buoni, perché i figli hanno bisogno di riporre fiducia negli adulti e sapere di poter chiedere aiuto nei momenti difficili e </span><span style="background-color: #4eaac8; color: #ffffff;" class="highlighter gt3_font-weight">nelle crisi che si troveranno ad affrontare nelle fasi di crescita.</span></p>
<p>Ci tengo a rasserenare voi genitori e dirvi che un genitore è sufficientemente buono quando risponde ai bisogni del proprio bambino nel <strong>30% dei casi</strong>, quindi <em>non è necessario rinunciare alle proprie vite, agli impegni personali o ai piaceri di coppia per essere sempre disponibili,</em> ma di accorgervi dei suoi bisogni <strong>una volta su tre e di essere in grado di sapervi far fronte in maniera adeguata e consapevole.</strong></p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
<h6>Fonte: Il Circolo della Sicurezza (Cooper, Hoffman, Powell)</h6>
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		<title>Un bacio salva la vita: il segreto per una crescita sana!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 14:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia e Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Abbracci]]></category>
		<category><![CDATA[baci]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bacio salva la vita La tendenza di noi adulti è di etichettare il comportamento dei bambini: “è stato monello”, “mi ha deluso”, “fa così solo con me, vuole solo attenzioni…&#8221; Diciamo queste frasi a volte in maniera automatica senza aver ascoltato e osservato realmente il comportamento dei nostri bambini. Ci disconnettiamo da loro e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un bacio salva la vita</strong></p>
<p>La tendenza di noi adulti è di etichettare il comportamento dei bambini: “<em>è stato monello</em>”, “<em>mi ha deluso</em>”, “<em>fa così solo con me, vuole solo attenzioni…&#8221;</em></p>
<p>Diciamo queste frasi a volte in maniera automatica senza aver ascoltato e osservato realmente il comportamento dei nostri bambini. Ci disconnettiamo da loro e pensiamo che siano cattivi, che ce lo fanno apposta, proprio in quello momento in cui siamo più stanchi, vulnerabili e arrabbiati.</p>
<p><strong>Non è esattamente così: non ci sono bambini cattivi, ma bambini buoni che fanno cose cattive per comunicarci qualcosa. </strong></p>
<p>Spostare l’attenzione sul comportamento ci aiuta a continuare a guardare nostro figlio attraverso i suoi occhi e a rimanere attenti per poter leggere e rispondere ai suoi bisogni.</p>
<p>Una delle più celebri fiabe per bambini che sia stata mai scritta “<strong><em>Peter Pan</em></strong>” è proprio uno degli esempi più chiari di quanto etichettare un bambino come “<em>c<strong>olui che non voleva crescere, come un eterno bambino</strong></em>” ci faccia leggere la storia da un’altra prospettiva. Proviamo a metterci per un attimo nei panni di Peter Pan e lasciare da parte: episodi, avventure e pirati.</p>
<p><strong>Soffermiamoci su di lui e osserviamo quello che ci dice:</strong></p>
<blockquote>
<h5>«Wendy si sedette accanto alla sponda del letto, poi aggiunse che, se egli voleva, gli avrebbe dato un bacio, ma Peter non capì che cosa fosse un bacio e tese la manina, in attesa. Wendy sbigottì: <em>Come? Non sai che cos’è un bacio?</em> <em>Lo saprò quando me l’avrai dato!</em> Rispose Peter con durezza.»</h5>
</blockquote>
<p>È quella durezza che nasconde l’assenza per Peter del ricordo di un bacio, non sa proprio cosa sia.</p>
<p><strong>Gli è mancato non un bacio qualsiasi ma “quel bacio”, quel contatto primario con mamma e papà di amore, di calore e nutrimento che lo aiutasse a crescere. </strong></p>
<p>I bambini, poco o per nulla baciati, faranno fatica a sentire la gioia di diventare grandi se non sono stati fino in fondo piccoli, e <strong>i bambini crescono solo se i genitori hanno un contatto corporeo affettivo con loro</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff; background-color: #4eaac8;" class="highlighter"><strong>Se baciati, si cresce per condividere con altri la gioia del bacio, dello stare insieme.</strong></span></h4>
<p>Peter Pan non è quindi un eterno bambino ma un bacio mancato, ed ogni bacio mancato della nostra infanzia è un po’ il nostro Peter Pan.</p>
<p>Sta a noi trasformare “<em>l’isola che non c’è</em>” con i nostri bambini in <strong>uno</strong> <strong>spazio accogliente di baci, tenerezze e abbracci.</strong></p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
<h6>Fonte: La vera storia di Peter Pan: un bacio salva la vita. (Giovanni Salonia)</h6>
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		<item>
		<title>Disturbi del sonno: Insonnia da quarantena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi e Trattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia da quarantena]]></category>
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		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class=""><div class="container"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Cosa succederà ora che stiamo attraversando questa fase di isolamento in casa? e l&#8217;insonnia da quarantena?</p>
<p>Dobbiamo considerare che in un momento come questo, il cambiamento forzato delle nostre abitudini di vita, i pensieri di preoccupazione ed incertezza che fanno da sfondo alle nostre giornate possono avere degli effetti negativi sulla qualità e sulla quantità del nostro riposo, generando disturbi del sonno: difficoltà di addormentamento, risvegli notturni, incubi, pensieri disturbanti e, più in generale, promuovendo comportamenti poco sani per il nostro sonno. Questi effetti rischiano di acutizzarsi in persone che già presentano normalmente disturbi del sonno.</p>
<p><strong>Un sonno inadeguato, nella situazione che stiamo vivendo, può aumentare ansia e stress. </strong>Si può, inoltre, essere più facilmente turbati e irritabili. E tutto questo con risvolti faticosi nei rapporti con la famiglia, già messi a dura prova tra le mura domestiche.</p>
<p><strong>Prendersi cura del proprio riposo è importante 365 giorni all’anno, ma lo è ancora di più nel periodo delicato che stiamo vivendo. </strong>Preservare un buon ritmo giorno-notte ci aiuterà a contenere e gestire meglio anche l’ansia e il senso di impotenza e frustrazione che accompagnano a tratti le nostre giornate.</p>

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			<p>Di seguito vi evidenziamo alcune buone abitudini per facilitare un adeguato riposo notturno, tenendo presente che l’importanza del sonno in questo momento è aumentata da un altro aspetto:<strong> un sistema immunitario più efficiente.</strong></p>
<p>Evitiamo i disturbi del sonno  e soprattutto l&#8217;insonnia da quarantena con 5 semplici consigli:</p>
<h4><strong>1 &#8211; MANTENERE ABITUDINI DI SONNO REGOLARI</strong></h4>
<p>Abbiamo la tentazione di andare a letto più tardi la sera, dormire più a lungo la mattina, sonnecchiare durante il giorno o, in alcuni casi, a trascurare il proprio sonno. Per quanto ciò sia comprensibile, visto la natura non ordinaria di ciò che stiamo vivendo, appare quanto mai importante impegnarsi per <strong>mantenere una routine di sonno il più regolare possibile</strong>. Stabilire un orario fisso a cui andare a dormire e uno a cui svegliarsi, in modo da coprire le 7-8 ore di sonno giornaliere di cui abbiamo bisogno,</p>
<h4><strong>2 &#8211; REGOLARE L’ESPOSIZIONE AGLI SCHERMI E ALLE NOTIZIE</strong></h4>
<p>Nonostante la tecnologia rappresenti in questo momento uno strumento fondamentale nelle nostre mani, per esempio per ridurre l’isolamento sociale, il consiglio è<strong> sospendere l’uso dei dispositivi digitali almeno un’ora prima dell’addormentamento.</strong></p>
<p>Anche sovra-esporsi a notizie negative riferite dai media prima di dormire può amplificare vissuti di preoccupazioni che finiscono per interferire con la qualità del sonno.</p>
<h4><strong>3 &#8211; MOVIMENTO FISICO</strong></h4>
<p>trovare il modo per <strong>mantenere il nostro corpo attivo è fondamentale</strong>: alzandosi frequentemente dalla propria postazione di smart working<em>, </em>nel caso si continui a lavorare dalla propria abitazione, dedicarsi ad attività come stretching, yoga, esercizi a corpo libero ecc<em>. </em>È comunque opportuno <strong>terminare l’attività fisica almeno due ore prima di andare a dormire</strong>, al fine di lasciare tempo sufficiente al corpo per rilassarsi.</p>
<h4><strong>4 &#8211; PISOLINI GIORNALIERI CON CAUTELA</strong></h4>
<p>Avere più tempo “libero” da trascorre in casa può portare molte persone a dormire durante il giorno. Tuttavia, la raccomandazione è quella di <strong>limitarsi a un massimo di due pisolini al giorno non più lunghi di 20 minuti</strong>: un sonno più lungo potrebbe infatti interferire con il riposo notturno.</p>
<h4><strong>5 &#8211; OCCHIO ALLE CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE</strong></h4>
<p>Anche le caratteristiche dell’ambiente in cui dormiamo possono avere un impatto sul nostro sonno. La prima è legata alla <strong>temperatura della stanza</strong>, che dovrebbe essere compresa tra i 15 e i 20°. Altre variabili importanti sono la luminosità e la rumorosità della stanza:<strong> ridurre i rumori e creare un ambiente buio</strong> possono migliorare l’addormentamento e la qualità del sonno.</p>
<h4><strong>6 &#8211; DEDICARSI AD ATTIVITÀ RILASSANTI</strong></h4>
<p>Privilegiamo attività che ci rilassano prima di andare a letto, a maggior ragione in questo momento delicato.</p>
<ul>
<li><strong>Fare una doccia o un bagno caldo –</strong>aiuta a generare sonnolenza e preparare il nostro corpo al sonno.</li>
<li><strong>Leggere </strong>&#8211; Tra i molti benefici della lettura, vi è anche una riduzione dello stress, cosa che – a sua volta – può facilitare l’addormentamento. Dedicarsi a leggere qualche pagina di un buon libro può distogliere la mente dalle preoccupazioni e aprire le porte a un sonno ristoratore.</li>
<li><strong>Ascoltare musica </strong>&#8211; Anche l’ascolto di musica rilassante prima di addormentarsi sembra avere benefici sul sonno, riducendo l’attività del sistema nervoso autonomo con conseguente diminuzione di pressione sanguigna, frequenza cardiaca e attivazione ansiosa.</li>
<li><strong>Fare almeno 10 respiri lenti e profondi prima di addormentarsi </strong>– il respiro accarezza i nostri organi interni, rilassa la muscolatura e convoglia il sonno.</li>
</ul>
<p><em>Combatti l&#8217;insonnia da quarantena! E voi come state dormendo?</em></p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>

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		<title>Il metodo Holding: l&#8217;abbraccio che guarisce!</title>
		<link>https://maryarduino.it/il-metodo-holding-labbraccio-che-guarisce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Famiglia e Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Abbracci]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo Holding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il metodo Holding Un abbraccio vuol dire &#8220;tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a CASA. Sono PROTETTO, e qualcuno mi comprende. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di VITA.” Paulo Coelho. Hai mai chiesto a tuo figlio cosa prova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il metodo Holding</strong><em><br />
Un abbraccio vuol dire &#8220;tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a CASA. Sono PROTETTO, e qualcuno mi comprende. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di VITA.”</em> Paulo Coelho.</p>
<p>Hai mai chiesto a tuo figlio cosa prova ogni volta che lo abbracci?</p>
<p><strong>In generale, quando un bimbo viene abbracciato:</strong></p>
<ul>
<li>Si sente amato e ammirato dai suoi genitori</li>
<li>Si sente più sicuro di se stesso</li>
<li>Si sente felice</li>
<li>Migliora la sua autostima</li>
<li>Migliora la sua capacità di relazionarsi con gli altri</li>
<li>Previene capricci e arrabbiature</li>
</ul>
<p>L’abbraccio racchiude in sé un forte sentimento di AFFETTO e di AMORE, con un gesto spontaneo dovremmo cercare di esprimere loro quanto li amiamo, anche senza parole.</p>
<p>Una famosa psicoterapeuta statunitense, Virginia Satir, ha affermato che abbiamo bisogno di 4 abbracci al giorno per sopravvivere, di 8 abbracci al giorno per andare avanti e di 12 ABBRACCI al giorno per CRESCERE”. Quindi i bimbi che sono in continua crescita hanno bisogno di dodici abbracci al giorno.</p>
<h4>Allora…scopriamo insieme che cos’è il metodo HOLDING?</h4>
<p><strong>È una TECNICA CORPOREA basata sulla convinzione che un abbraccio faccia bene e possa guarire. Un aiuto efficace nei momenti difficili con i nostri figli e non solo.</strong></p>
<p><strong>Perché il metodo holding è diverso da un abbraccio normale?<br />
</strong>Perché sono completamente diverse le situazioni in cui si applica e la modalità di esecuzione: si applica infatti in quei momenti in cui un abbraccio è l’ultima cosa che il bambino sembra volere e <strong>perciò, è un abbraccio imposto </strong>(per lo meno in fase iniziale, finché il bambino non cede e si rilassa e in tal caso la tecnica ha avuto successo).</p>
<p><em>Il metodo holding </em>è nato negli anni ’70 negli Stati Uniti e sperimentato inizialmente su bambini affetti da autismo; la psicoterapeuta <strong>Martha Welch</strong> ne propose poi l’utilizzo anche con altri bambini, verificandone gli <strong>effetti positivi nella gestione di disagi, capricci, gelosie, eccessi d’ira.</strong></p>
<p>La dottoressa Welch partì dal presupposto che, così come un neonato ha bisogno del contatto fisico per superare il trauma della nascita, anche un bambino più grande, può trarre benefici da un abbraccio, che dà sicurezza e fiducia in se stessi. Ciò perché <strong>il contatto fisico non unisce solo corpi, ma anche cuori e menti</strong> e crea e rafforza le relazioni e l’intimità, dando calore e protezione.</p>
<p>Nel praticare il metodo holding, il bambino viene avvolto dalle braccia dell’adulto, che gli impone un <strong>contenimento fisico che diventa un contenimento emotivo della crisi in atto</strong>. L’adulto, parlerà con calma, dolcezza e tono sereno, ma fermo, provando a dare un nome alle emozioni che sta provando il bambino e, facendolo sentire compreso <strong>lo aiuterà a razionalizzare e allentare la tensione</strong>.</p>
<p>Il bambino contenuto nell’holding <strong>non penserà che i suoi impulsi anche negativi lo rendano cattivo, col rischio di essere rifiutato da chi più ama al mondo</strong>. Questo in particolar modo nel caso in cui si abbia a che fare con bambini che hanno subito rifiuti, abbandoni o esperienze traumatiche.</p>
<p>Il metodo holding è quindi importante soprattutto per i più piccoli, quelli che scoppiano in urla e pianti disperati in fase di capriccio, rotolandosi anche per terra nel tentativo di mettere alla prova i genitori o più semplicemente perché non sanno <strong>riconoscere, verbalizzare e gestire le proprie emozioni</strong> e sono anche spaventati da quella strana sensazione di rabbia e aggressività che provano. La funzione dell’adulto in questo caso è quella di rassicurarli, spiegando che gli si vuole sempre bene e che non c’è da avere paura di emozioni che non si conoscono.</p>
<p>Si dovrebbe poi guardare il più possibile negli occhi il bambino e parlargli con tono calmo e con parole semplici provando a comunicargli, a seconda delle situazioni che hanno scatenato la crisi, che vi è comprensione e accettazione del suo stato d’animo.</p>
<p>La cosa positiva? <strong>Funziona anche con gli adulti</strong>… Ma occhio a mantenere la calma. Chi pratica il metodo holding<strong> deve infatti rappresentare un punto fermo, a cui ancorarsi per ritrovare la serenità e ritornare in sé</strong>, perciò se si è a propria volta agitati o innervositi dalla situazione, non si può praticarlo efficacemente.</p>
<p>Lo scopo del metodo è quello di sviluppare un legame di fiducia, protezione e sicurezza.</p>
<p>Dove le parole non arrivano, ci pensa il corpo.</p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
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		<title>Il training autogeno in gravidanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 09:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corpo e Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Training autogeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sapevate che il Training Autogeno in gravidanza è un metodo del tutto naturale molto efficace? Consente infatti in breve tempo di attenuare i disturbi tipici di questo periodo (nausea, vomito, stitichezza, insonnia, irritabilità, stanchezza, difficoltà respiratorie, sbalzi di pressione, dolori muscolari, ecc.) ed è in grado di prevenire i disturbi d&#8217;ansia e la depressione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo sapevate che il Training Autogeno in gravidanza è un metodo del tutto naturale molto efficace?</strong></p>
<p>Consente infatti in breve tempo di attenuare i disturbi tipici di questo periodo (nausea, vomito, stitichezza, insonnia, irritabilità, stanchezza, difficoltà respiratorie, sbalzi di pressione, dolori muscolari, ecc.) ed è in grado di prevenire i disturbi d&#8217;ansia e la depressione post-partum.</p>
<p>Inoltre è utile per raggiungere una serenità emotiva e fronteggiare i vissuti psicologici legati alla gravidanza come ad esempio gli sbalzi di umore, l&#8217;ansia, lo stress e i sentimenti contrastanti legati al cambiamento del proprio corpo riportando l&#8217;equilibrio anche a livello ormonale.</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;attesa consapevole: training autogeno in gravidanza e consapevolezza corporea per mamme.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>Durante il parto riduce la tensione e i dolori del travaglio grazie al rilassamento della muscolatura.</strong></p>
<p>Il training autogeno è una tecnica di rilassamento che permette alla mamma di vivere in maniera più serena le ultime fasi della gravidanza e il travaglio, grazie alla ripetizione di particolari esercizi che vengono appresi in modo graduale e con allenamento costante. Durante l’esecuzione del training autogeno la donna dovrà concentrarsi sulla respirazione, che deve essere regolare, lenta e profonda; inoltre, deve visualizzare i diversi gruppi di muscoli, immaginando di rilassarli uno a uno. Utilissima al momento del parto, questa tecnica aiuta la partoriente a vivere in maniera più serena le ultime fasi della gravidanza: infatti permette di raggiungere un profondo rilassamento e un benessere generale, combattendo ansie e paure.</p>
<p><strong>Utilissimo al momento del parto</strong></p>
<p>Permette di migliorare eventuali contratture e dolori come la sciatica. Al momento del travaglio e del parto garantisce una riduzione del dolore dovuto alle contrazioni e consente alla mamma di concentrarsi su quanto sta accadendo. Aumenta anche la determinazione, la calma e la capacità di autocontrollo, oltre a migliorare la fiducia in se stesse.</p>
<p>Il risultato? La donna riesce a gestire meglio le diverse fasi del travaglio, a livello sia fisico sia mentale.</p>
<p><strong>Anche dopo la nascita del bebè</strong></p>
<p>I benefici del training autogeno si protraggono anche oltre la nascita del bebè rendendo la neo mamma più “allenata” ad affrontare tutti i piccoli problemi che la cura e la gestione di un neonato comportano.</p>
<p><strong>BENEFICI del Training Autogeno:</strong></p>
<ul>
<li>Controllo e gestione delle emozioni.</li>
<li>Controllo del respiro</li>
<li>Riduce la paura del dolore e di conseguenza il dolore stesso.</li>
<li>Maggior naturalezza, spontaneità e armonia.</li>
<li>Allevia le tensioni.</li>
</ul>
<p><em>Una pratica preziosa per la Vita che non si limita al momento del parto ma perdura nel tempo.</em></p>
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		<title>Cosa sono i sogni? &#8220;un miracolo che si ripete ogni notte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 18:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Sognare]]></category>
		<category><![CDATA[Sogno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://maryarduino.it/cosa-sono-i-sogni-un-miracolo-che-si-ripete-ogni-notte/">Cosa sono i sogni? &#8220;un miracolo che si ripete ogni notte&#8221;</a> proviene da <a href="https://maryarduino.it">Mary Arduino Psicologa Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class=""><div class="container"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h4>Il sogno è un miracolo che si ripete ogni notte, non svegliatemi per favore</h4>
<p><em>“Per me, il SOGNO è un messaggio esistenziale. Può condurre alla comprensione del copione della propria Vita, del proprio Karma, del proprio Destino. La bellezza di tutto ciò è che una volta assunta la responsabilità di questo copione, dei nostri sogni, allora siamo in grado di CAMBIARE la nostra vita”.</em> F. Perls</p>
<p>Sono passati svariati secoli da quando si è iniziato a ragionare sui sogni, sul loro significato, sui loro messaggi…eppure, è un mistero sempre vivo che affascina ancora oggi.</p>
<p>Con Freud, si era quasi pensato ad una svolta sull’argomento, perché finalmente aveva assegnato un posto al sogno, l’inconscio, dove risiedono i simboli sostitutivi delle cose. Ed ecco, che la persona prende le sembianze di una casa, i genitori vengono rappresentati nei sogni come re e regine, l’acqua diventa un elemento quasi sempre connesso alla nascita, e così via. Freud scrisse che i sogni sono “adempimenti camuffati di desideri repressi”.</p>
<p>Sebbene si possa essere più o meno d’accordo con la visione freudiana di interpretare analiticamente il sogno, di certo la psicoanalisi ha avuto il merito e si è assunta il coraggio di inserire il sogno in un campo, che era considerato non degno di attenzione scientifica.</p>
<p>Di lì a qualche anno Jung dirà che il sogno non parla soltanto al singolo, ma accomuna tutti, e quindi l’inconscio diventa collettivo. Il sogno si infittisce di un nuovo mistero, è un enigma non solo del singolo ma dell’Umanità. Si aggiunge inoltre per Jung anche un altro elemento o meglio due: il primo riguarda la funzione del sogno di regolare i bisogni, il secondo ha una prospettiva più creativa e propositiva, il sogno non guarda più solo al passato, ma disegna la STRADA del NOSTRO FUTURO.</p>
<h4>Ma facciamo un piccolo passo indietro…COSA SONO esattamente I SOGNI?</h4>
<p>Sono il prodotto dell’attività cerebrale legato alla fase <strong><b>REM del sonno</b></strong> <strong><em><b><i><span>(Rapid Eye Movement, ovvero piccoli e rapidi movimenti oculari)</span></i></b></em></strong><strong><b><span> </span></b></strong>. Durante questa fase, i neuroni sono interessati da un’intensa attività elettrica, caratterizzata dalla percezione di immagini, suoni, emozioni e pensieri. Talvolta i sogni hanno una struttura narrativa nitida e coerente, in altri casi invece si presentano in maniera confusa, disordinata o spaventosa.</p>
<p>Ad ogni modo esso rappresenta sempre la FOTOGRAFIA dello stato in cui siamo in quel preciso momento in cui sogniamo. Per questo, nel corso di una psicoterapia, diventa importante il lavoro con i <span>sogni</span>. Essi ci offrono elementi che la dimensione cosciente non sempre vede e non sempre coglie.</p>
<p>Secondo l’approccio della Gestalt, sono la via regia per l’integrazione di parti di sé non riconosciute. Quello a cui non abbiamo potuto prestare attenzione può ritornare e torna anche attraverso i sogni. Perché sono <em><i><span>«l&#8217;espressione più spontanea dell&#8217;esistenza dell&#8217;essere umano».</span></i></em></p>
<p><span>Rappresenta una delle tante espressioni della nostra personalità, come può essere il linguaggio, l’arte, la poesia ma a differenza di tutte queste, è carico di una spontaneità totale che lo rende unico e irripetibile ogni notte.</span></p>
<p><span>Il sogno è perciò un messaggio esistenziale di noi stessi a noi stessi, su quello che manca nella nostra vita, su ciò che evitiamo di fare e su quelle parti di noi che abbiamo alienato e che costituiscono ora dei “buchi di consapevolezza”.</span></p>
<p>Spessissimo è un messaggio su una parte di noi che non riconosciamo o che non vogliamo riconoscere e quando il messaggio diventa urgente o drammatico può prendere la forma di un incubo. Quando è ricorrente invece, è segno che è qualcosa che non accettiamo o che non vogliamo affrontare nella vita di tutti i giorni.</p>
<h4>Che dobbiamo fare dunque di questo messaggio esistenziale?</h4>
<p>“…quel che dobbiamo fare è rimettere insieme i vari frammenti del sogno. Dobbiamo riappropriarci di queste parti proiettate e frammentate della nostra personalità, e riappropriarci del potenziale nascosto che compare nel sogno». (Perls F.)</p>
<p><strong>Ma come?</strong></p>
<p>È importante che il sogno non solo sia ricordato, ma riportato in vita nella seduta col terapeuta, calandosi in esso con l’ausilio delle diverse tecniche che l’approccio gestaltico offre al lavoro con i sogni, per cominciare narrando il sogno al tempo presente, come se stesse accadendo in questo preciso momento.</p>
<p>Bisogna riappropriarci del nostro sogno come qualcosa di ancora vivo e in azione, che attende di essere compreso e riconosciuto come parte di noi stessi.</p>
<h4>Un piccolo consiglio:</h4>
<p>Mediamente il ricordo onirico rimane vivido per circa 15 minuti dopo il risveglio, se in questo lasso di tempo non ci si concentra su quello che si è sognato, è molto facile che vada perduto completamente o in buona parte.</p>
<p>Una buona pratica può essere quella di tenere un diario sul comodino e annotare i ricordi di quello che si è sognato. All’inizio potrà risultare difficile o forse appunterete solo qualche parola, un’immagine, una sensazione…poca importa, col tempo la pratica migliorerà e ricorderete sempre più dettagli.</p>
<p>Elemento imprescindibile: segnate sempre la data.</p>
<p><strong>BUONI SOGNI…</strong></p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/"><b>Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</b></a></p>

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		<title>Il segreto della felicità&#8230;E tu, sei veramente Felice?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 17:47:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Essere veramente felici]]></category>
		<category><![CDATA[Felicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E tu, sei veramente Felice? Hai mai conosciuto qualcuno che sia veramente felice? Parlo di quelle persone che vedono sempre il lato positivo delle cose e affrontano i problemi e gli imprevisti con assoluta naturalezza. Quelle che sanno abbracciare il cambiamento e accogliere gli eventi senza dimenticare mai di sorridere ed essere grati alla vita. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>E tu, sei veramente Felice?</h4>
<p>Hai mai conosciuto qualcuno che sia veramente felice?<br />
Parlo di quelle persone che vedono sempre il lato positivo delle cose e affrontano i problemi e gli imprevisti con assoluta naturalezza. Quelle che sanno abbracciare il cambiamento e accogliere gli eventi senza dimenticare mai di sorridere ed essere grati alla vita. Sembra che abbiano scoperto il segreto per vivere una vita piena, presente e meravigliosa.</p>
<blockquote><p><span><em><i>Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa. (Lev Tolstoj)</i></em></span></p></blockquote>
<h4>Ma come fanno?</h4>
<p><em><i>Eppure, </i></em><strong><em><b><i><span>quella persona potresti essere TU!<br />
</span></i></b></em></strong><span>Se solo…</span><span>Metti in pratica quelle piccole azioni quotidiane che, senza accorgertene, cambiano il modo in cui tu </span><strong><b><span>senti, percepisci e agisci</span></b></strong><span>. <strong>Veramente </strong></span><strong><b>felice o no dipende solo da te</b></strong>.</p>
<p>La felicità non è una magia, non ha trucchi o soluzioni da scovare, né tantomeno è quell’attimo fuggente da cogliere e custodire stretto o riconoscerla solo quando ci ha lasciati. Eppure, qualunque sia il significato che ne rappresenta in se, appena senti il suono della sua parola, riaffiora il sogno dimenticato, il desiderio stipato, il ricordo cancellato.</p>
<p>Chiunque abbia provato qualcosa che ha chiamato “felicità”, in genere non sa spiegarne i dettagli. Sembra che non esistano strade prefigurate o prestabilite. Ognuno deve inventare la propria via facendo in modo che non resti un sentiero interrotto.</p>
<p>Probabilmente ti avranno insegnato a cercare qualcosa là fuori per essere felice, per colmare quella mancanza che donerebbe la felicità … beh sappi che le persone felici non hanno la chiave per aprire là fuori, ma sanno bene che l’unica porta da aprire è verso la propria interiorità.</p>
<p>Pare che la felicità nasca dentro, per cui è necessario, per poterla trovare, imparare ad ascoltare se stessi. Se non sei in ascolto con te stesso, come ti accorgerai che nel tuo corpo sta iniziando una musica nuova?</p>
<h4><strong><b>La VITA non aspetta. Goditi ogni momento!</b></strong></h4>
<p>Anche se sei spinto a concentrarti sulla realtà che desideri creare, non dimenticare di goderti il presente e ricorda che gli obiettivi possono trasformarsi in una trappola. Vivere nel futuro è come continuare a vivere nel passato, è come non smettere di sognare e mai di iniziare a vivere.</p>
<p>Sogna e vivi allo stesso tempo, goditi il viaggio verso la vita che desideri e assapora ogni passo, ogni istante e sii pienamente presente. Solo così potrai goderti il capolavoro che stai creando.</p>
<p>Non ti dico di certo che questo viaggio sarà facile, ma poco fa ti parlavo di piccole azioni quotidiane, che ti aiuteranno a renderlo più semplice.</p>
<p>Prova a metterle in pratica ogni giorno:</p>
<ol>
<li><span></span><strong><b>Metti te stesso al primo posto: </b></strong>amarsi profondamente non ci rende egoisti.<br />
Solo quando ti prenderai cura di te stesso, potrai prenderti cura pienamente di ogni persona che hai accanto e di ogni relazione che intreccerai.</li>
<li><span></span><strong><b>Abbraccia il cambiamento: </b></strong>la vita è un <strong><b>atto di equilibrio </b></strong>tra lottare per le cose che valgono e il lasciare andare quelle che non servono più. Questo perché ogni cosa ha il proprio tempo e il proprio posto. È il segno che <strong><b>qualcosa di meglio o qualcosa di nuovo sta per arrivare</b></strong>.</li>
<li><span></span><strong><b>Non rinunciare mai ai tuoi desideri: </b></strong>credi profondamente, metti tutto il tuo cuore e le tue energie per realizzare i tuoi sogni, godendoti appieno ogni momento e ogni piccolo sforzo per raggiungerli.</li>
<li><span></span><strong><b>Sii generoso e grato e non aspettarti niente in cambio</b></strong>: metti in moto la tua energia per attrarre abbondanza e contagiare chi ti circonda. Non avere paura di farti aiutare: davanti all’altro prendiamo coscienza di parti di noi altrimenti nascoste. Sii grato alla vita.</li>
<li><span></span><strong><b>Non hai bisogno di piacere agli altri e non giudicare: </b></strong>cerca la tua integrità e pienezza, è con questa tua nuova essenza che attirerai una spirale di energia positiva. Se qualcosa non ti piace dell’altro, non giudicarlo, coltiva l’eleganza nei rapporti con gli altri, solo così conoscerai la bellezza del calore. Accogli la diversità e abbraccia l’ unicità di ognuno.</li>
</ol>
<blockquote><p><strong><b>Essere veramente felice è una scelta da fare ogni giorno.</b></strong></p></blockquote>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>
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		<title>Come scegliamo il partner? Scopriamolo insieme&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 15:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Delusione]]></category>
		<category><![CDATA[Desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[Innamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[Intimità]]></category>
		<category><![CDATA[Partner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://maryarduino.it/come-scegliamo-il-partner/">Come scegliamo il partner? Scopriamolo insieme&#8230;</a> proviene da <a href="https://maryarduino.it">Mary Arduino Psicologa Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class=""><div class="container"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Condividere la VITA di coppia oggi, è di fatto una sfida eccitante e complessa. La possibilità che la fase dell’innamoramento evolva verso la scelta consapevole di formare una coppia, dipende solo da NOI.</p>
<p>Come scegliamo il partner è un tema sempre molto caldo e discusso, che ci porta da un lato a dire – inevitabilmente &#8211; che proviamo PIACERE per un uomo o una donna in base all’aspetto fisico; tuttavia, le relazioni affettive si sviluppano in funzione alle esperienze relazionali che abbiamo vissuto nella prima parte della nostra vita.</p>
<p>Quelle esperienze costituiscono dei modelli, in base ai quali definiamo le caratteristiche della persona che sceglieremo, e del tipo di rapporto sentimentale che ci aspettiamo di costruire.</p>
<h4>Quali sono gli aspetti personali che entrano in gioco nella SCELTA del partner?</h4>
<p>Scegliamo una persona che ci PROTEGGE dalle nostre paure, ma che ci mette anche in contatto con ferite del passato e quindi, allo stesso tempo, ci permetterà di esplorare nuovi percorsi, perché in fondo lo stare in coppia è un andare verso l’altro/a ma per tornare a noi stessi.</p>
<p>Gibran diceva:</p>
<blockquote><p>
<span>“&#8230;Vi siano spazi nella vostra unione… Amatevi l’un l’altro, ma non rendete schiavitù l’amore…Donatevi il cuore, senza però affidarvelo l’un l’altro. Poiché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori. E restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini: Le colonne del tempio s’ergono separate tra loro, e la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro.”</span>
</p></blockquote>
<p>Sono proprio gli aspetti che rendono solida e duratura una relazione di coppia: amarsi, senza diventare schiavi l’uno dell’altro, dare all’altro, ma non rinunciare troppo a sé stessi. Essere vicini e vibrare della medesima musica, ma, nello stesso tempo, poter anche esser soli, separati come le colonne che sostengono il tempio dell’unione.</p>
<h4>Quali sono quindi le FASI che attraversa una coppia?</h4>
<p>In un rapporto, in genere, la prima fase è quella dell’INNAMORAMENTO. In questa fase la relazione viaggia da sola, poiché il filo rosso del legame è la simbiosi, il DESIDERIO, la passione sempre accesa. C’è un’idealizzazione molto forte dell’altro: si percepiscono solo le somiglianze, si annullano le differenze, si attribuisce più fiducia all’altro che a se stessi, si delega all’altro la soddisfazione dei propri bisogni. Questa fase può durare sei mesi, un anno circa.</p>
<p>Lo stadio successivo dell’evoluzione della coppia è quello della DELUSIONE. Vedo l’altro al di là dell’idealizzazione. E’ la fase in cui i membri della coppia cominciano a dirsi di “no”, ma sentono angoscia nel pensarsi separati. Il risveglio suscita sentimenti contraddittori: da una parte è deludente constatare le differenze, vedere che l’altro non è l’interprete fedele del mio progetto ideale; dall’altra parte, può diventare gratificante scoprire l’altra persona nella sua unicità. È un momento molto faticoso, possono esserci spesso conflitti, forti litigi, a volte tradimenti e comunque dolori e sofferenze. Le difficoltà diventano più intense quando uno dei due non è pronto, e mette in atto tutti i tentativi per mantenere lo status quo.</p>
<p>Questa fase restituisce alla persona la possibilità di essere se stessi, al di là delle aspettative dell’altro e delle proprie proiezioni sull’altro; si integrano il bisogno di vicinanza e di UNIONE, ma anche di riappropriarsi di aspetti personali.</p>
<p>La crisi nella vita di una coppia non è altro che la possibilità di cambiamento per non rimanere cristallizzati in modalità rigide, e rappresenta una grande risorsa, perché solo attraversando la difficoltà del confronto, lo sperimentare il senso di vuoto e solitudine, tollerando rabbia e aggressività che si può raggiungere la terza fase, quella della</p>
<p><strong>RI- DECISIONE. Scopro che posso stare senza di Te, ma scelgo di STARE con TE.</strong></p>
<p>Autonomia e Appartenenza si integrano, possiamo incontrarci rispettando le differenze che ci sono tra noi. Questa fase può rappresentare la fine o la RIDEFINIZIONE della relazione. In quest’ultima scelta, la coppia sperimenta il consegnarsi all’altro con una maggiore INTIMITA’. A volte è prezioso poter chiedere aiuto e sostegno all’altro. Ma questa non può essere l’unica condizione né l’altro può colmare ogni vuoto affettivo. Ciascuno deve assumersi la responsabilità di sé stesso, e di ciò che vuole anche indipendentemente dall’altro.</p>
<p>Carl Rogers in “Becoming Partners” individua quattro ingredienti centrali per coltivare la coppia:</p>
<ul>
<li>1 &#8211; Impegno, ad arricchire costantemente la vita di coppia anche attraverso il cambiamento</li>
<li>2 &#8211; Comunicazione, come strumento di condivisione di qualsiasi pensiero e sentimento</li>
<li>3 &#8211; Dissoluzione dei ruoli, vivendo serenamente secondo le proprie scelte piuttosto che le aspettative e i ruoli imposti</li>
<li>4 &#8211; Diventare due Sé distinti, promuovendo la scoperta di sé stessi e incoraggiando la crescita di entrambi.</li>
</ul>
<blockquote><p>
<span>L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo” (E. Fromm, L’arte di amare)</span>
</p></blockquote>
<p>Se senti di avere un problema nella tua relazione, ti invito ad approfondire il mio servizio di <strong><a href="https://maryarduino.it/portfolio/terapia-di-coppia-roma/">Terapia di coppia</a></strong>.</p>
<p><a href="https://maryarduino.it/chi-sono-psicologa-roma/">Dr.ssa Mary Arduino &#8211; Psicologa Roma</a></p>

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